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MATERIA E FORMA

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MATERIA E FORMA   Un titolo impegnativo per una mostra d’arte visiva. Senza materia non potrebbero esistere le forme e nemmeno i colori; pertanto la scultura, la pittura e qualsiasi altra espressione artistica , fruibile tramite il senso della vista, non possono farne a meno. Ma la presenza della materia è così pervasiva, essenziale e inseparabile dall’opera stessa da diventare scontata e quindi passare inosservata e non considerata. Secondo Giordano Bruno non è la materia che genera il pensiero, è il pensiero che genera la materia. Ma l’arte è pensiero quindi è l’arte che genera la materia? Difficile rispondere!
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MINIARTEXTIL “humans”

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La giuria di Miniartextil ha selezionato i 54 minitessili dell’edizione 2018 di Miniartextil, quest’anno dedicata alla delicata tematica Humans. Fra le oltre 220 candidature giunte da ogni parte del mondo i giurati Carlo Pozzoli (presidente di giuria, textile and fashion designer), Michael Hadida (CEO Leclaireur Parigi), Rolands Krutovs (artista), hanno scelto i lavori di Silvia Beccaria (La speziale), CinziaFarina (Ecco, questa è la casa – eppur non è), Nancy Van Dijk (It is life jim, but not as we know it), AnnicaStiernlof (Communication/Innovation), Gerda Ritzmann (Minds in prison), Agostina Pallone (Girotondo primordiale), Kaoru Nakano (Relationship), Chikako Imizumi (Fibre of Being), Mirjam Pet-Jacobs (me2), Céu Escudeiro (Human memory), Francesca Nicchi (Humans), Dosho Chiaki (Heart 1), Médée Sculpteure (Métissage), Romana Vanacore (Origin), Hemma Lagadec (Déchets antropocène), Monge Gilles (No time no fear), Caroline Turner, (Mé(tissage)), Tiziana Contu (Prezzo imposto), Ramona Conconi (Una ciotola di umanità), Christine Läubli (We are our own story), Lucia Marchi (Los que me humanan/Those who humanize me), Lara Zappa (Nessuno si salva da solo), Minnamarina Tammi (Touch on), Brigitte Stoffel-Finazzi (Rèverie humaine), Antonio Bernardo (Delicatamente), Chiara Passigli (Words are never alone), Stefano Zaratin (P2P), Jelena Skuliene (Crazy), Marisa Iotti (A’nemos), Mihoko Sumi (Exosome), Hiromi Murotani (Heart), Sara Dochow […]
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SGUARDO IN MOVIMENTO

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SGUARDO IN MOVIMENTO (emovère) La vita privata di ogni persona e quindi anche in quella di un’artista, è un susseguirsi di eventi, cambiamenti che sono in stretta connessione con le esperienze di vita. Tali esperienze se vissute intensamente e profondamente hanno la capacità di essere trasformate in ispirazione, elemento fondamentale per dare corpo e vita ad un’opera d’arte. Pertanto le opere non sono altro che lo specchio di un vissuto emotivo e tanto più l’opera è “intrisa” da un’agitazione, uno scuotimento dell’animo, tanto più è empaticamente in grado di trasmettere emozioni (emovère – ex= fuori + movere = muovere) a chi si sofferma a guardarle. Le opere presenti in questa mostra hanno l’intento di guidare lo “sguardo in movimento” dello spettatore a percorrere e condividere il vissuto emotivo dell’artista, in cui il TEMPO, la NATURA e la MATERIA hanno giocato un ruolo fondamentale nell’espressione artistica. LOOK IN MOTION (emovère) The private life of every person and therefore also of an artist, is a succession of events, changes that are in close connection with life experiences. These experiences, if lived intensely and deeply, have the capacity to be transformed into inspiration, a fundamental element for giving body and life to a […]
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NUOVA VITA AL RIFIUTO

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“Quando i rifiuti diventano arte “ Dai Futuristi a Picasso, da Duchamp ai Dadaisti, da Picabia a Burri, la cultura degli ultimi cento anni è gremita di recuperi, riusi, contaminazioni, frammenti, scarti. Esaltare i rifiuti dando loro nuova vita è una inventiva di forte attualità, oggi riuso e riciclo sono parole di gran tendenza per la sostenibilità di tasche e ambiente. Recuperare e conservare i rifiuti, cercare di trattenerli, di farli sopravvivere strappandoli al nulla, alla dissoluzione cui sono destinati, il voler lasciare una traccia, un indizio per chi resta, coinvolge una dimensione psicologica che è anche politica. Il trash è tutto quello che si definisce : mondezza ,pattume , schifezza. Un angolino quello del rifiuto che entra a far parte non solo del gesto fisico del quotidiano concreto, ma proprio del nostro modo intimo di rapportarci agli avanzi. L’oggetto rifiutato assume un valore simbolico sempre più forte e ciò avviene anche nella vita di ogni persona dove a un certo punto della propria vita si è sentito rifiutato, abbandonato o calpestato. Il recupero e l’assemblaggio del rifiuto è il tentativo di un gesto con il quale l’artista ,rapportandosi con la materia, vuole esaltare e recuperare il rispetto per l’ambiente […]
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OPENART

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“L’arte fuori di sé si libera dalla forma e si rigenera nella relazione” “L’arte fuori di sé preferisce la follia del dono alle ragioni del mercato” Da queste parole, estratte dal libro di Andrea Balzola e Paolo Rosa “L’arte fuori di sé”, Agostina Pallone e Germana Conca ti invitano a conoscere questo nuovo spazio espositivo utilizzabile per concretizzare l’attività artistica sul territorio e promuovere la nuova figura dell’artista “plurale”, che è colui che oltre a creare opere crea relazioni e agisce in una rete di relazioni senza perdere la sua dimensione di autore.
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ANATOMIA DELLA BELLEZZA

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Dalla premessa che il bello debba ricavarsi dalla natura più che dall’ingegno (genio) o dall’immaginazione, lo studio dell’anatomia fisiologica conduce l’artista a dare i tratti particolari di bellezza alle figure che si rappresentano. Perciò questa scienza aiuta scuote e spinge l’ingegno a progredire . E chi meglio di Michelangelo Buonarroti ha potuto dimostrare ciò nel 1520 dando inizio ad un’opera presso la basilica di San Lorenzo, in Firenze , nelle Cappelle Medicee , erette come personale sepolcro della famiglia medicea. I sarcofagi furono decorati con figure interpretabili come allegorie delle parti del giorno: la Notte e il Giorno, l’Aurora e il Crepuscolo. I modelli di queste statue, oltre ad esprimere una intensa vitalità plastica, emanano una tensione spirituale ed emotiva che lascia intravedere – il lento, quasi doloroso distendersi dell’Aurora, il greve ripiegarsi su se stessa della Notte, l’affiorante energia del Giorno, l’assorta malinconia e pesantezza del Crepuscolo . Attratta da questa tensione SPIRITUALE ed EMOTIVA mi sono lasciata guidare dal “ mio sentire dentro” riportandola simbolicamente su queste quattro tele. Agostina Pallone
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” QUALE FUTURO ? “

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(In)Tessere relazioni Un dialogo tra materia,spazio e tempo. Sassi, ultimi e rari, plasmati ed elaborati dal sapiente mare artigiano. Intreccio di sottili fili metallici pronti ad accogliere ospiti attesi e desiderosi di dialogare e di condividere lo stesso spazio. Trame tessute, che si legano l’una all’altra in una ragnatela. Metafora di una vita scandita dall’impegno di reggere e tirare con mano leggera, quasi impercettibile i fili delle vite di altre persone, di districare matasse di conflitti, di risolvere grovigli di problemi, di allacciare fili di simpatie, di reticenze, di avversioni, di affetti e di rivalità. Il tempo, l’inesorabile padrone della vita, penserà a modificare gli elementi materici di quest’opera ma non la relazione tra loro esistente. INSTALLAZIONE: 2008 TECNICA: materica Ferro Filo di rame lavorato con uncinetto Sassi marini (Riva Trigoso – GE ) www.agostinapallone.it info@agostinapallone.it facewbook – pallone.agostina
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