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SGUARDO IN MOVIMENTO

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SGUARDO IN MOVIMENTO (emovère) La vita privata di ogni persona e quindi anche in quella di un’artista, è un susseguirsi di eventi, cambiamenti che sono in stretta connessione con le esperienze di vita. Tali esperienze se vissute intensamente e profondamente hanno la capacità di essere trasformate in ispirazione, elemento fondamentale per dare corpo e vita ad un’opera d’arte. Pertanto le opere non sono altro che lo specchio di un vissuto emotivo e tanto più l’opera è “intrisa” da un’agitazione, uno scuotimento dell’animo, tanto più è empaticamente in grado di trasmettere emozioni (emovère – ex= fuori + movere = muovere) a chi si sofferma a guardarle. Le opere presenti in questa mostra hanno l’intento di guidare lo “sguardo in movimento” dello spettatore a percorrere e condividere il vissuto emotivo dell’artista, in cui il TEMPO, la NATURA e la MATERIA hanno giocato un ruolo fondamentale nell’espressione artistica. LOOK IN MOTION (emovère) The private life of every person and therefore also of an artist, is a succession of events, changes that are in close connection with life experiences. These experiences, if lived intensely and deeply, have the capacity to be transformed into inspiration, a fundamental element for giving body and life to a […]
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NUOVA VITA AL RIFIUTO

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“Quando i rifiuti diventano arte “ Dai Futuristi a Picasso, da Duchamp ai Dadaisti, da Picabia a Burri, la cultura degli ultimi cento anni è gremita di recuperi, riusi, contaminazioni, frammenti, scarti. Esaltare i rifiuti dando loro nuova vita è una inventiva di forte attualità, oggi riuso e riciclo sono parole di gran tendenza per la sostenibilità di tasche e ambiente. Recuperare e conservare i rifiuti, cercare di trattenerli, di farli sopravvivere strappandoli al nulla, alla dissoluzione cui sono destinati, il voler lasciare una traccia, un indizio per chi resta, coinvolge una dimensione psicologica che è anche politica. Il trash è tutto quello che si definisce : mondezza ,pattume , schifezza. Un angolino quello del rifiuto che entra a far parte non solo del gesto fisico del quotidiano concreto, ma proprio del nostro modo intimo di rapportarci agli avanzi. L’oggetto rifiutato assume un valore simbolico sempre più forte e ciò avviene anche nella vita di ogni persona dove a un certo punto della propria vita si è sentito rifiutato, abbandonato o calpestato. Il recupero e l’assemblaggio del rifiuto è il tentativo di un gesto con il quale l’artista ,rapportandosi con la materia, vuole esaltare e recuperare il rispetto per l’ambiente […]
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OPENART

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“L’arte fuori di sé si libera dalla forma e si rigenera nella relazione” “L’arte fuori di sé preferisce la follia del dono alle ragioni del mercato” Da queste parole, estratte dal libro di Andrea Balzola e Paolo Rosa “L’arte fuori di sé”, Agostina Pallone e Germana Conca ti invitano a conoscere questo nuovo spazio espositivo utilizzabile per concretizzare l’attività artistica sul territorio e promuovere la nuova figura dell’artista “plurale”, che è colui che oltre a creare opere crea relazioni e agisce in una rete di relazioni senza perdere la sua dimensione di autore.
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ANATOMIA DELLA BELLEZZA

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Dalla premessa che il bello debba ricavarsi dalla natura più che dall’ingegno (genio) o dall’immaginazione, lo studio dell’anatomia fisiologica conduce l’artista a dare i tratti particolari di bellezza alle figure che si rappresentano. Perciò questa scienza aiuta scuote e spinge l’ingegno a progredire . E chi meglio di Michelangelo Buonarroti ha potuto dimostrare ciò nel 1520 dando inizio ad un’opera presso la basilica di San Lorenzo, in Firenze , nelle Cappelle Medicee , erette come personale sepolcro della famiglia medicea. I sarcofagi furono decorati con figure interpretabili come allegorie delle parti del giorno: la Notte e il Giorno, l’Aurora e il Crepuscolo. I modelli di queste statue, oltre ad esprimere una intensa vitalità plastica, emanano una tensione spirituale ed emotiva che lascia intravedere – il lento, quasi doloroso distendersi dell’Aurora, il greve ripiegarsi su se stessa della Notte, l’affiorante energia del Giorno, l’assorta malinconia e pesantezza del Crepuscolo . Attratta da questa tensione SPIRITUALE ed EMOTIVA mi sono lasciata guidare dal “ mio sentire dentro” riportandola simbolicamente su queste quattro tele. Agostina Pallone
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” QUALE FUTURO ? “

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(In)Tessere relazioni Un dialogo tra materia,spazio e tempo. Sassi, ultimi e rari, plasmati ed elaborati dal sapiente mare artigiano. Intreccio di sottili fili metallici pronti ad accogliere ospiti attesi e desiderosi di dialogare e di condividere lo stesso spazio. Trame tessute, che si legano l’una all’altra in una ragnatela. Metafora di una vita scandita dall’impegno di reggere e tirare con mano leggera, quasi impercettibile i fili delle vite di altre persone, di districare matasse di conflitti, di risolvere grovigli di problemi, di allacciare fili di simpatie, di reticenze, di avversioni, di affetti e di rivalità. Il tempo, l’inesorabile padrone della vita, penserà a modificare gli elementi materici di quest’opera ma non la relazione tra loro esistente. INSTALLAZIONE: 2008 TECNICA: materica Ferro Filo di rame lavorato con uncinetto Sassi marini (Riva Trigoso – GE ) www.agostinapallone.it info@agostinapallone.it facewbook – pallone.agostina
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FILO CONDUTTORE T-RAME

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La mostra di Agostina Pallone “ Filo conduttore T-rame”, nasce dopo una lunga pausa artistica dell’autrice. Ha cominciato a reinseguire il suo istinto assemblatore con particolare attenzione alla ricerca di materiali e tecniche innovative supportate da lavorazioni legate alla tradizione femminile, come l’uncinetto e il telaio o dalla ossidazione di elementi minerali. Le opere esposte sono legate da un elemento comune : il RAME , sotto forma di foglia , filo con/senza ossidazione dello stesso. Le trame tessute o lavorate all’uncinetto sono la metafora di una vita scandita dall’impegno di reggere e tirare con mano leggera, quasi impercettibile, i fili di vite di altre persone, di districare matasse di conflitti, di risolvere grovigli di problemi, di allacciare fili di affetti e di rivalità. Il filo conduttore ha l’intento di portare lo spettatore verso la riconquista di emozioni e sentimenti, legati da una leale e positiva CONDIVISIONE tra il concreto e l’astratto, tra la materia e la spiritualità. Agostina Pallone
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